MISURA e TRASCRIVI

MISURA e TRASCRIVI

gennaio a Genova

gennaio a Genova

Nuvole

Nuvole
foto di Anna Ducci

LA SERA




LA SERA

Chiudi tu la persiana
su quest’altro giorno che passa,

io mi aggrapperò ancora
all’ultima luce vegliata,

anche alla più lontana,
come quella che tra poco
cadrà dall’orizzonte,

perché voglio ancora credere
che di questo giorno
ne ho ancora tanto da vivere.

(Anna Ducci)


martedì 29 settembre 2009

METEODIARIO 5 - lettura a Settimo Torinese

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METEODIARIO
cinque

Enrico Mario Lazzarin e Gianriccardo Scheri
hanno presentato i loro blogs
in occasione della quinta edizione della Festa dei lettori

organizzata a livello nazionale
dall’Associazione Presìdi del Libroe
coordinata a livello regionale dall’Associazione Gruppo Abele
Libreria La Torre di Abele e sostenuta dalla Regione Piemonte.

sabato 26 settembre 2009 - ore 10.30
alla Biblioteca Civica Multimediale Cesare Gasti
di Settimo Torinese


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(Genova, 26 settembre 2009, sabato)
412_DAL TRENO

che belle ochette nel fiume torbido e denso,
che bei pioppi al muro marcio del cimitero,
che bel binario in disuso ci scorre accanto corroso,
che bel mucchio di macerie, fusti e carcasse
ai bordi del campo,
che capannone dismesso e tettoia riparo di niente,
che scarpata di rovi e orti con reti da letto:
troviamo la città di partenza in quella di arrivo,
viaggiatori ad anello nella stanza dei giochi.

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(Genova, 26 settembre 2009, sabato)
411_ALBA

a quest’ora sulla terra
la luce dei lampioni si confonde
con l’alba sorgente,
il gelo dei neon sbiadisce nel tiepido rosa:
la lampada accesa tutta la notte,
patetico faro sul comodino,
troppo debole per la vastità da esplorare,
adesso lume inutile nello splendore.

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venerdì 25 settembre 2009


(Genova, 25 settembre 2009, venerdi)
410_REPLICA DI FINE STAGIONE

il sole alle spalle dei palazzi
ne proietta l’ombra su quelli di fronte,
sulle facciate in piena luce è appeso
un festone di bandiere scure,
una fila di teste spigolose,
di spettatori con sagome di strani cappelli,
alla replica di uno dei maggiori successi:
mattino ventoso di fine stagione

attori ben conosciuti
ripetono senza segni di stanchezza
la stessa commedia riscritta con poche varianti
ad ogni inclinazione dell’asse terrestre

per noi in platea e galleria,
sulla poltrona nel palchetto
o in piedi in fondo alla sala,
non è previsto il rimborso del biglietto.

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venerdì 18 settembre 2009


(Genova, 18 settembre 2009, venerdi)
409_MULI E NUVOLE

una nuvola bianca con una mantellina grigia sulla schiena
scorre dietro il bordo della collina,
troppo ingombrante per non spuntare dai muri
della strada in salita:
passavano di qui i muli carichi di sale
in viaggio tra il porto e la pianura

oggi lo stesso percorso compiono in volo
questi cumuli di merce avvolta in un telone sporco
che col vento a favore
salgono al passo e lo scendono,
senza rumore di zoccoli, ragli e bestemmie

un silenzioso traffico sorvola
il nostro groviglio di viadotti e gallerie:
senza sostare a caselli e confini
si diffonde tra le nazioni un libero commercio
di acqua in forme diverse.

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giovedì 17 settembre 2009


(Genova, 17 settembre 2009, giovedi)
408_CIVILTA’ DEL VAPORE

un soffitto annerito sostenuto da colonne
e resti di muri imbiancati,
un pavimento di acqua viola ingombro
di oggetti naviganti:
queste le rovine nel panorama
che troviamo al mattino

poi tra la cenere appare un decoro azzurro e rosa
e per il resto del giorno
procediamo sotto altissime volte

non è affatto perduta
questa città di nuvole che affiora e scompare:
ogni giorno scopriamo con stupore
i tesori di una civiltà del vapore che si condensa ed espande,
anteriore ad ogni memoria
e che dopo di noi lasciamo a progredire.

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mercoledì 16 settembre 2009


(Genova, 16 settembre 2009, mercoledi)
407_CIELO NERO

un animale panciuto e scuro
da lontano ci brontola contro:
per schivare le sue zampe
mi ritraggo dalla finestra in tempo
e quello sbuffando calpesta tetti e balconi

esposti al volere di un cielo nero,
corriamo per le strade in cerca di riparo
e quello c’insegue e tuona fin dentro le case,
in un giorno lungo una stagione,
un autunno prolungato di acquazzoni e schiarite.

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martedì 15 settembre 2009


(Genova, 15 settembre 2009, martedi)
406_PRIMA PAGINA

che nuvole d’inchiostro
fanno titolo in prima pagina:
pioggia in ritardo per salvare il bosco bruciato

attesa troppo lunga per il verde già brunito,
inutile soccorso alle foglie scolorite
fruscianti sul bordo della strada,
foto sbiadita di una estate appena ieri brillante

occasione rimandata e perduta:
notizia scontata
sull’edizione mattutina ma con arcobaleno
inserito a sorpresa.

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(Genova, 14 settembre 2009, lunedi)
405_PIOGGIA

mentre cadono le ultime gocce
già si riflette l’azzurro nelle pozze del temporale:
pioggia di settembre, incidente rimediabile

delusione intensa ma già superata,
ricordo evocato che però si ripiega facilmente,
accenno di rimpianto
che scolora in un bicchiere d’acqua

in anticipo richiudo l’ombrello
e cammino tra i catini di cielo in terra.

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sabato 12 settembre 2009


(Genova, 12 settembre 2009, sabato)
404_BUSTE IN VOLO

un ciuffo bianco sul dorso
ha la nuvola grigia che verso monte galoppa:
in quattro balzi è già sparita oltre confine

dell’urgenza della sua missione,
noi fermi vediamo solo il cielo coperto
da tutta la polvere alzata in quella direzione

dietro lo sportello di un secondario ufficio
registriamo il transito mattutino
di rapide notizie appena sbarcate,
di nuvole postali da recapitare all’interno

un modesto impiego
da scrutatori di buste in volo
con mittente straniero verso ignoto destino.

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(Genova, 11 settembre 2009, venerdi)
403_FRANGIA SCURA

serena ma in orizzonte scura
finisce la giornata:
un bordo compatto cucito al termine del rosa,
una frangia che si confonde
col pavimento laggiù in ombra,
lucido qui davanti
ai riflessi delle luci a galla

più facile il distacco
se il nero dei due regni coincide.

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giovedì 10 settembre 2009


(Genova, 9 settembre 2009, mercoledi)
402_OTTO

con rintocchi ben scanditi
battono le otto:
trovo l’offerta del mattino s’un vassoio di metallo
pieno di ciuffi di cotone sporchi
che un sospiro arruffa e spinge contro il bordo

oltre l’orlo cadendo piano piano
compare libero il fondo
con un paesaggio marino dipinto
di azzurro e verde
su cui poso la tazza e il cucchiaio.

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martedì 8 settembre 2009


Colle degli Ometti - foto di Fabrizio Stoppino
da genova@blogolandia.it
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(Genova, 8 settembre 2009, martedi)
401_AL ROGO

qualcuno aspetta che il momento sia giusto:
che l’erba sia ben secca e il vento
di costante tramontana

un altro si crede contadino
e brucia foglie in mezzo alle case
o mette alla griglia bistecca e orto vicino

oppure ha costruito dal fondo alla cima della collina
e si lamenta dei soccorsi tardivi

per colpa o disgrazia tutti al rogo.

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Fronte di Bavari - foto di Alessandro Caridi
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(Genova, 8 settembre 2009, martedi)
400_VERDE TRADITO

una cintura di fumo stringe la camicia azzurra
che s’infila in mare,
la luna tramonta unico bottone:
un’altra notte di fuoco si ritira
e dietro trascina un lenzuolo di cenere

sulle gobbe nere dove ha camminato
si scoprono i resti fumanti
di rovi e ginestre inermi,
più in basso di ulivi e pini lasciati alla morte,
più vicino gli orti scottati e difesi

cronaca serale
di lampi azzurri in affanno per strade troppo strette,
di ambiente asservito e cemento selvaggio,
di cause possibili e rimedi confusi:
da dentro le mura guardiamo il deserto intorno,
raggiunti fino a casa dalla desolazione

a rimorso del verde tradito,
oggi doppia razione d’acqua alle mie piante.

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lunedì 7 settembre 2009


(foto da genova@blogolandia.it)
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(Genova, 7 settembre 2009, lunedi)
399_INCENDIO DOLOSO

notizia di fiamme in corso sulla collina,
segnali di fumo dal cappello del monte:
un mattino di brezza altrimenti sereno e lucente
si copre fino ai piedi di spesso velo
che opprime vista e respiro

un uomo è stato visto infilarsi nella macchia,
appena prima che divampasse l’incendio:
eredi per un’antica scelta costretti,
ci aggiriamo nel folto del bosco,
più addentro dove l’intrico delle abitudini
è fitto e senza ritorno,
dove il groviglio di scelte ci piega
a strisciare sempre più in basso,
dove con uno dei tanti piccoli gesti
che senza colpa ogni giorno compiamo
ci bruciamo da innocenti il futuro.

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domenica 6 settembre 2009


(Genova, 5 settembre 2009, sabato)
398_BUON SETTEMBRE

nel vento che tende la bandiera
tutto il boschetto frusciando si piega:
un pizzo impigliato a ponente
si strappa e svanisce a brandelli,
l’azzurro dilaga vincente
e impone al mare il blù più intenso

benvenuto settembre in aria:
un piacevole stato senza eccessi di temperatura,
una stagione di buon senso
in cui la testa non oppressa dall’afa
sembra persino in grado di un pensiero migliore,
in cui lo sguardo non velato dal calore
arriva a distinguere il bordo estremo
tra sfondo apparente e paesaggio reale

e senza l’abituale disprezzo
accetta di compatire le nostre case.

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sabato 29 agosto 2009


(Genova, 29 agosto 2009, sabato)
397_LETTERA INIZIALE

prima che il libro si chiuda,
sull’ultima pagina compare una maiuscola dorata
una nuvola a forma consonante
una lettera iniziale di capitolo notturno

il faro batte ribatte sul soffitto
l’attesa del sonno che non viene,
disteso sotto una scala
di luce di lampione e ombra di persiane,
su cui la memoria del giorno s’arrampica a guardarmi
e scuote la testa.

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giovedì 27 agosto 2009


(Genova, 27 agosto 2009, giovedi)
396_ANTENNE

sottratte dal vento a qualche bucato
delle mutande si sono impigliate sul piatto dell’antenna
del vicino assente per vacanze:
mi chiedo se
il tipo d’indumento possa influenzare la ricezione del segnale
o condizioni la scelta dei programmi

se le antenne invece che ricevere dati
fossero sensibili ai messaggi dell’ambiente circostante
con il posarsi alternato e casuale di merlo e gabbiano
potremmo ricevere la cronaca integrale di una ripresa in volo
tra spiaggia e giardini,
su tetti e discariche

dalla pioggia che inzuppa la parabola
il racconto del suo viaggio come nuvola poi discesa,
dal vento che la scuote
un servizio del percorso per monti e valli fino a noi,
dalla foglia che vi si posa l’intervista alla partenza
su come ha trascorso fra noi la sua stagione.

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mercoledì 26 agosto 2009

Earl's Court - Londra


(Genova, 26 agosto 2009, mercoledi)
395_ALLE PROVE

ci svegliamo di fronte ad una lavagna
che per intero prende la parete di ponente:
nella sala rivestita di grigio dal tappeto al soffitto,
un accenno di tamburi dietro il sipario calato,
il cigolio di passi prudenti sulle tavole del palco,
una luce velata che ci guida nel corridoio
verso il nostro posto nell’ultima fila

di presentarsi a quest’ora del mattino
era scritto sull’invito:
col respiro in affanno, il sudore nel collo
e lo sguardo appannato
alle prove di pioggia nel teatro deserto.

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Dartmoor - Cornovaglia


(Genova, 23 agosto 2009, domenica)
394_IL MATTINO DOPO

del temporale notturno è rimasta solo una macchia
un bicchiere d’aqua versato sul piano rovente,
della bufera di pioggia e vento
un cigolio di tenda sfiorata dalla brezza in fuga

delle nostre pretese di far lampada sulla città
coi fulmini tra le nuvole,
nessuno si ricorda più
sotto la riconferma di uno spietato sole in azzurro.

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sabato 8 agosto 2009


(Genova, 8 agosto 2009, sabato)
393_TEMPORALE

che belle saette in mare nel temporale d’agosto,
che vento improvviso con intenzioni opposte,
che spruzzi nel vetro come navigando in barca,
che scompiglio di tavoli e sedie sui terrazzi,
che tende rigonfie subito svuotate,
che cielo di nero annodato e poi sciolto in morbido grigio,
che assolo di rullanti e grancassa dietro il sipario
a ponente calato

che bella esperienza per la nostra pianta da stanza
ora esposta sul balcone:
che foglia lucente
che abitudine sconfitta
che sguardo ripulito dalla polvere sciolta.

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giovedì 6 agosto 2009


(Genova, 6 agosto 2009, giovedi)
392_ANGURIA

ti ricordi il camion dei cocomeri
in sosta per tutta la stagione sotto i platani
della piazzetta

le fette d’anguria esposte
sul blocco di ghiaccio nella vetrinetta

il bianco ridente della noce di cocco
nella scodella sotto il filo d’acqua corrente

estati dei rimasti a casa
a sputare semi, lucidi e neri.

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lunedì 3 agosto 2009


(Genova, 3 agosto 2009, lunedi)
391_IL CERCHIO DI PIETRE

un nastro sottile
tiene lontano il turista dal cerchio di pietre:
sotto la pioggia battente
gli sfila intorno una processione
di pellegrini multicolori,
di ombrelli e cappucci

le pietre viste da vicino
sembrano più piccole di quanto credevo:
anche noi,
se in numero adeguato e uniti da un motivo,
potremmo trascinarle per miglia
e con pali e corde tirarle in piedi

come davanti alle cattedrali,
ognuno solitario ammira
più che l’altezza delle guglie
il concorde impegno che le ha costruite:
il monumento nel verde paesaggio
ci riconcilia con la nostra misura
e incuranti dei rovesci
chiudiamo perfino l’ombrello.

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domenica 2 agosto 2009

(Genova, 2 agosto 2009, domenica)
390_GHIACCIOLO

un semplice miracolo si rinnova
nella calura di ogni estate,
nella penombra verde di una tenda sul balcone
o sotto la tettoia di canne,
scampati al sole spietato della marina:
una tradizione che mi tiene nel piacere bambino
di estrarre dal suo fodero di carta velata
un ghiacciolo

una punta fumante di gelo che cambia stato
e scricchiola sotto i denti
come una banchisa di acqua e succo
che si frantuma

e perfino dal bastoncino piatto si succhia beati
il sapore di arancio e legno.

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sabato 1 agosto 2009


mercoledì 29 luglio 2009

(Genova, 29 luglio 2009, mercoledi)
389_CARTA NEL GIARDINO

di carta nel giardino
ne porta più il vento o la maleducazione,
i saldi di stagione o la promozione costante,
la cronaca in omaggio o la politica di quartiere?

un rumore di parole
s’impiglia nei rami:
pagine
alla pioggia in poltiglia, al sole nel rogo

fogli tra le foglie
fiori e frutti di carta appassita,
poi negli spazi tra i titoli
l’erba ricresce.

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lunedì 27 luglio 2009

In Marina (1969)


(Genova, 20 luglio 2009, lunedi)
388_SBARCO SULLA LUNA

in quest’ora di uffici fuori servizio
risciacquo e strizzo lo straccio nel secchio
e avanzo lavando nel corridoio della caserma

lassù a piccoli balzi piantano la bandiera,
qui con il bastone in mano
cancello le impronte sulle piastrelle di graniglia:
com’ero giovane in tuta da marinaio,
com’è tornata distante la luna.

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sabato 11 luglio 2009

(Genova, 11 luglio 2009, sabato)
387_CONGRESSO

in queste mattine di risvegli a finestre aperte,
un assordante congresso di volatili si ripete:
solo a quest’ora si sentono le voci
di quei delegati dagli accenti stranieri
che in pieno giorno la città copre di rumore

appena usciti da un sonno di rimorsi,
ci sembra dai toni concitati
che parlino di noi come lontana causa e antica colpa
e per alzarci aspettiamo che il dibattito acceso
si smorzi in un verso abituale:
così ogni mattino di quest’epoca
riascoltiamo la cronaca di un convegno notturno
senza capirne il senso.

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(Genova, 9 luglio 2009, giovedi)
386_INSTABILI E SOSPESI

così piccolo è l’uccello sul filo
per tanto gorgheggio nel silenzio:
in costume dimesso si confonde
con la quinta del muro,
in esercizio di equilibrio
per una platea di pochi passanti

instabili e sospesi,
pur di cantare si può fare a meno
di pubblico e palco.

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domenica 28 giugno 2009

(Genova, 28 giugno 2009, domenica)
385_ORGOGLIO E PREGIUDIZIO

per curiosità sono sceso alla festa
e tornando al calare della notte mi chiedo
per quanto ancora c’è da sfilare in corteo
per ammettere che nella natura
la piuma è una variante di pelo
e la barba un attributo che può contrastare col gesto
e non è sempre un pieno a completare un vuoto:
saranno tutte di sesso diverso
le rondini a coppie
che sfrecciano alla finestra?
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venerdì 26 giugno 2009

Lazzarin e Scheri alla Notte della Poesia a Genova



METEODIARIO
Enrico Mario Lazzarin e Gianriccardo Scheri
hanno presentato i loro blogs
venerdi 12 giugno 2009
durante la Notte della Poesia
del 15° Festival Internazionale di Poesia

alla libreria BOOK IN THE CASBA - Via di Prè, 137 r - Genova
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(Genova, 25 giugno 2009, giovedi)
384_PENTOLA BRUCIATA

poteva essere una bella giornata,
invece guardiamo da sotto
il fondo di una pentola sporca e bruciata:
un recipiente incrostato in cui forse
si è cucinato già troppo senza cambiare olio
e mentre ci aspettiamo che già schizzi tuonando
e friggendo lampeggi,
il fornello ancora non si accende

restiamo così per tutto il giorno
in una cucina fredda e in penombra,
nell’attesa che qualcuno torni e prepari un pranzo

poi a letto infine senza cena e conforto
di nemmeno una tazza di pioggia.

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giovedì 25 giugno 2009


(Genova, 24 giugno 2009, mercoledi)
383_L’ORA DEI GATTI STESI

questa è l’ora in cui i gatti sono sdraiati
in piena lunghezza
sul muro tiepido di tramonto:
stesi con le zampe fuori dal bordo
sembrano dipinti in corsa s’un muro coricato,
da cui fra poco si alzeranno al buio imminente
per sparire nella verdura

è l’ora di maggiore invidia
per queste bestie così diverse da noi,
che stanchi di aver sostenuto
la posizione eretta per tutto il giorno
ci pieghiamo a breve nel sonno,
senza poterli mai seguire
nei loro affari notturni.

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Processione di San Giovanni


(Genova, 24 giugno 2009, mercoledi)
382_SANGIOVANNI

nel mattino di festa
una coppia di corvi mi sfreccia davanti,
parlando ad alta voce tra loro
e a questa invadenza mi ritraggo dalla finestra:
si racconta che
nella notte appena trascorsa,
gli animali acquistino la parola
per lamentarsi delle offese umane

era forse questo l’argomento
di quei versi sgraziati che sul finire del buio
ci hanno svegliato,
del dialogo assordante di stranieri affollati sui rami,
senza capirne le frasi
ma chiara invece l’urgenza di raccontare le proprie pene

prima che l’alba restituisca
solo a noi il potere di avere ragione.

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martedì 23 giugno 2009

(Genova, 23 giugno 2009, martedi)
381_GLORIA DI AZZURRO

il primo giorno di estate si compie
in gloria di azzurro,
spazzolato da ogni macchia,
disteso da monte sul nostro misero regno:
un precipizio di tetti che dai fianchi delle colline
sbocca sul mare,
degli alberi trascinati che affiorano tra le case,
due fiumi di pietre senz’acqua di conforto,
una cintura di ferro
che galleggia e ci rotola intorno

ma tutto l’oro e il velluto sottratto alle stanze,
splende sopra di noi.

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lunedì 22 giugno 2009


(Genova, 22 giugno 2009, lunedi)
380_QUELLA NUVOLA

quella nuvola guarda come somiglia ad un topo:
col muso a mare ma la schiena nel vento che la dipinge,
così lunga di coda, grigia sul dorso,
di pancia arancione per il riflesso della città
su cui vola dopo il tramonto

roditore di un avanzo di luce,
trascinato nella notte senza nessun entusiasmo,
verso l’incomprensibile spazio vuoto
che inghiotte nuvole topi e loro scrittori,
così tanto allungati per resistere
che sempre più sottili poi si svanisce.

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sabato 13 giugno 2009

Lazzarin e Scheri alla Notte della Poesia di Genova


METEODIARIO
Enrico Mario Lazzarin e Gianriccardo Scheri
presentano i loro blogs

durante la Notte della Poesia
del 15° Festival Internazionale di Poesia

venerdi 12 giugno 2009 - ore 19,00
libreria BOOK IN THE CASBA - Via di Prè, 137 r - Genova

mercoledì 20 maggio 2009

La primavera, comunque ( 4 )


(Genova, 16 maggio 2009, sabato)
379_FRONDE

come scuote le chiome verdi
dopo una notte di pioggia, il mattino di vento:
giuro che da ieri si sono aggiunte nuove foglie,
che i rami più teneri sono cresciuti di un palmo
e lungo il muro non c’era tutta quest’erba

su di noi è l’autunno
la stagione che invece lascia segni:
il ramo che sembrava solido
s’incrina e magari crolla di schianto,
una testa di fronde appena ramata
a una raffica più forte se ne spoglia del tutto

con piccoli accenni decliniamo,
con moto lineare intersechiamo
un cerchio che si rinnova.

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venerdì 15 maggio 2009

La primavera, comunque (3)


(Genova, 15 maggio 2009, venerdi)
378_ROVINE

degli uccelletti a piccoli balzi
esplorano il giardino incolto,
piegando appena gli archi di rovi
che lo ricoprono per intero

dicono che le città senza di noi
in poche stagioni sarebbero invase e distrutte
dalla forza di rami e radici:
dal basso spezzando il cemento,
da sopra avvolgendo in groviglio di spine

se non tagliassi l’erba ogni giorno,
tutto ne sarebbe sommerso,
mi dice il custode del cimitero:
considero oltre il muro le circostanti abitazioni
come lapidi di marmo già percorse dalle crepe,
l’asfalto dei vialetti senza più ruote,
le luminarie ormai spente,
un arredo funebre a sua volta sepolto

solo il nostro sguardo apprezza
il fascino delle rovine,
in un mucchio di sassi nascosto dal bosco.

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giovedì 14 maggio 2009

La primavera, comunque (2)


(Genova, 13 maggio 2009, mercoledi)
377_DI RONDA

bisogna essere più cattivi:
questo mi ripeto mentre pattuglio il litorale,
cercando tra i rifiuti
le impronte di chi è sbarcato nella notte

inciampo in cocci di svanite bevande,
forme di plastica senza più nomi,
cartaccia di titoli sbiaditi,
latta di contorti volumi

dicono che in mezzo all’oceano ci sia
un’isola natante di rifiuti:una zuppa di plastica,
con estensione maggiore di una nostra nazione,
che galleggia trattenuta da un vortice di correnti

forse per tutto il male che abbiamo già fatto,
questa è la punizione:
da morti ancora credersi vivi
in un simile approdo.

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lunedì 11 maggio 2009

La primavera, comunque


(Genova, 11 maggio 2009, lunedi)
376_RONDINI

saettano le rondini bentornate,
sfiorando i muri dove hanno ritrovato il nido:
ma è giusto che tutti gli anni vengano dall’Africa
a mangiare le nostre mosche?

tutto il giorno fra richiami assordanti,
con la vista confusa dal volo senza sosta e senso
di parentesi nere su foglio azzurro:
alzate un confine una rete
una gabbia che tenga noi solo al sicuro.
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venerdì 1 maggio 2009


(Genova, 29 aprile 2009, mercoledi)
375_CRISI DIPINTA

su fondo azzurro sbiadito
dei tratti sottili sono sospesi
sopra larghi segni in bianco verticale

poi col diluirsi dell’ora
il paesaggio si uniforma in opinione diffusa
di grigio perlato,
di aria ferma,
di tendenza incerta,
di lavatura di pennello incrostato.

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mercoledì 29 aprile 2009


(Genova, 27 aprile 2009, lunedi)
374_OMBRELLI

un tetto nero di catrame
lucido come lo scafo di una barca
tirata in secco e rovesciata nella verdura:
case imbevute della pioggia passata
e ora di nuovo appesa

una macchia più scura del cielo superiore
è nave o nuvola posata sul mare:
giorni addietro avevamo il sole come guida,
ora la minaccia sospesa ci tiene a capo chino

ognuno si arrangia con l’ombrello che trova,
quello di famiglia nell’ingresso
o comprato a poco per strada,
guarda in alto e azzarda una previsione,
per esperienza o con telecomando.

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giovedì 23 aprile 2009




(Genova, 21 aprile 2009, martedi)
373_AMANTI SULLA CORDA

tesissima la bandiera oppone palo e tela
allo scirocco,
un cappello scuro calcato in testa al monte
s’impiuma di bianco,
a riflesso della faccia che vi si specchia
appare nera l’acqua nella tazza:
un lago di ruggine e piombo
senza uomini e navi alle sponde

si abbracciano maniche con gambe
di pigiami e camicie:
amanti sulla corda
per non cedere al vento,
al precipizio del cortile
che inghiotte e non restituisce.

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giovedì 16 aprile 2009


(Genova, 16 aprile 2009, giovedi)
372_SMERALDO

come s’inzuppa e ride la verdura,
ai rovesci di pioggia che dal mare
le cade in testa

sul bavero del ripido versante,
nel fondo delle pieghe,
tra il grigio dei sassi che abitiamo
ogni tono di smeraldo splende

poi ad anello d’argento
il coperchio la mattina schiude.

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(Genova, 15 aprile 2009, mercoledi)
371_AZZURRO MANCANTE

dei vestiti grigi e neri pendono
sotto un cielo con le stesse tinte:
un bucato bianco e rosa accanto ci consola

non ci siamo svegliati nella stagione sbagliata:
lo dimostra intorno il verde trionfante
e come disse il pittore,
non possiamo giudicare l’intero quadro
per una pausa di azzurro mancante.

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giovedì 9 aprile 2009


(Genova, 9 aprile 2009, giovedi)
370_SCOSSE


ad ogni nuova scossa crolla un pezzo di chiesa,
si allarga la crepa nel palazzo del governo,
cade la pietra indifesa
e si arrende disarmato il cemento:
in anarchica metafora
la terra si ribella ai poteri sovrastanti


perduta la proprietà si torna nomadi alle tende,
in un attimo ridotti ad ospiti in transito,
profughi accampati fuori dalle mura
alla carità degli altri:
per l’agguato dell’imprevisto evento
oppure a misura e conferma della nostra certezza
di poter costruire comunque?

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(Genova, 8 aprile 2009, mercoledi)
369_TERRA VIVA


guardo la collina coperta di case,
di palazzi su piloni e muri che salgono
dal fondo alla cima


scorre sotto di noi il torrente tombato
da una lapide di asfalto e cemento,
origine sepolta che ha scavato
e dato nome alla valle:
abitiamo cimiteri
costruiti su antenati di acque rinchiuse
nel buio degli strati aggiunti
e dimentichiamo poi
che dalle pietre morte la terra viva si scrolla.

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(Genova, 7 aprile 2009, martedi)
368_STOFFA RIDOTTA


ogni giorno di nuove foglie l’albero s’infittisce
e noi diradiamo il vestire:
da maniche rimboccate,
da bottoni slacciati e colletti aperti,
da spacchi e spiragli
sbocciano le forme


zone di libera pelle in stoffa ridotta,
frutti tondi in tela fiorita.

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lunedì 6 aprile 2009


(Genova, 6 aprile 2009, lunedi)
367_SOLE RADENTE

com’è profondo a quest’ora
il nero dentro le stanze,
come s’infila radente il sole,
a lama piatta entra e trafigge
dalla finestra alla parte opposta

la mia ombra in piedi misura
in quanto svanisce il tepore dal letto disfatto,
di come in ogni casa declina
il riflesso che indorava la nostra privata camera.

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domenica 5 aprile 2009


(Genova, 5 aprile 2009, domenica)
366_PIUME


mattina di pioggia notturna,
di conseguenti macchie sui tetti e negli orti,
di tenero verde super splendente


prima è fiorito il pesco poi il ciliegio
e altri alberi di cui profano e distante
non conosco nomi e frutti:
un ventaglio di petali è sparso sulla strada bagnata,
di piume cadute a terra
da una invisibile zuffa in aria,
un combattimento alato nel buio
sul nostro sonno.

(Genova, 30 marzo 2009, lunedi)
365_ORA LEGALE


ci siamo coricati da fuorilegge
poi nel pieno della notte
un’amnistia ha cancellato le colpe:
in quell’ora scomparsa
sono rimasti gli errori commessi con gli altri,
gli attimi sbagliati dell’anno precedente,
i minuti criminali in cui abbiamo ferito
a gesti sguardi e parole


primo compito di questo mattino,
aggiornare gli orologi di casa al nuovo tempo innocente,
col timore che qualcuno ci riconosca
e comunque ricordi.

(Genova, 29 marzo 2009, domenica)
364_RITORNO


scende il treno al piano nella pioggia:
pini bruciati sulle cime,
intrico di rami al bordo,
orti e case di pietra nel fondo verde delle pieghe

poi fabbriche dismesse
case di ferrovieri
cucine illuminate
bagliori di azzurro dietro le tende
insegne di mercati:
uccello in volo annuncia terra,
un gatto al trotto lungo il binario,
la prossima stazione

il mare s’infuria con la diga,
il vento contro ci accoglie a fine della corsa,
scroscia la pioggia oltre la finestra,
ne scorre un filo nel lavabo:
in acqua di marzo affonda il mese.